MONITOR FATTURAZIONE ELETTRONICA

Con questo servizio dedicato ai soci e ai loro clienti, vengono fornite dall'Associazione indicazioni pratiche per gestire al meglio le problematiche tecniche e operative in relazione alla Fatturazione Elettronica. Le indicazioni e i consigli presenti in questa sezione non sono vincolanti ma rappresentano soluzioni e best practice che sono state condivise tra le aziende associate. La responsabilità nell'uso di tali indicazioni rimane in capo all'utente.

FAQs

08/02/2019

DOMANDA
Una fattura di gennaio, datata 31/01/2019 è stata trasmessa al SDI il 14 febbraio 2019. La fattura è stata scartata dal SDI con ricevuta recapitata il 16 febbraio 2019. Come ci si deve comportare ai fini della liquidazione IVA di gennaio? Se la ricevuta di consegna arriva dopo il termine della liquidazione, la fattura deve essere conteggiata nell'IVA a debito? Se la fattura viene ritrasmessa al SDI corretta il 17 Febbraio 2019 si incorre in sanzioni?

RISPOSTA
Trattandosi di un'operazione effettuata nel mese di gennaio con documento emesso il 31/01/19 , la fattura deve essere conteggiata nell'IVA vendite del mese di gennaio sia in presenza di scarto del SDI, che in mancanza ancora dell'esito della trasmissione. Se la fattura viene prontamente ritrasmessa entro 5 giorni dalla ricevuta di scarto del SDI, non si incorre in sanzioni.

08/02/2019

DOMANDA
Una ditta nostra cliente ha ricevuto dal suo fornitore (italiano) una fattura elettronica in dollari che è regolarmente transitata da SDI.
Posto che è stato chiarito più volte dalla stessa AdE che le fatture elettroniche emesse da soggetti stabiliti devono obbligatoriamente essere emesse in valuta euro, come ci si deve comportare con questa fattura? E’ valida oppure no?

RISPOSTA
Se l'imponibile e l'imposta esposti in fattura sono espressi in una valuta diversa dall'Euro, la fattura non è valida e deve essere stornata con una Nota Di Variazione inviata allo SDI, a seguire dovrà essere emessa una nuova fattura in euro.

03 Aprile 2019

DOMANDA
Dovendo emettere una fattura in dollari per un Cliente estero e volendo utilizzare la fattura elettronica per evitare l'esterometro, si pone il problema di come quadrare con il documento consegnato al Cliente estero espresso in dollari, considerato che gli importi (imponibili e imposte) della fattura elettronica devono essere espressi obbligatoriamente in euro. Come posso risolvere?

RISPOSTA
L'Agenzia delle Entrate ha più volte confermato che gli imponibili e le imposte presenti nella fattura (corpo e riepilogo) devono essere espressi obbligatoriamente in euro, a prescindere dalla valuta indicata nell'apposito campo (tag <Divisa>). Eventualmente, come comunicato dalla stessa Agenzia in occasione di alcuni video forum, è possibile inserire gli importi di dettaglio del documento in valuta utilizzando gli appositi campi parametrici del blocco 2.2.1.3 <CodiceArticolo>, ovvero del blocco 2.2.1.6 <AltriDatiGestionali>.
Ciò premesso potrebbe essere di ulteriore aiuto nell'attività di riconciliazione con il documento consegnato al cliente, inserire gli importi in valuta nel totale documento (tag <ImportoTotaleDocumento>) e negli importi delle rate di pagamento (tag <ImportoPagamento>), trattandosi di valori non controllati dallo SDI e non elaborati dall'Agenzia delle Entrate.

22/02/2019

Le specifiche tecniche SDI della fattura XML non indicano obbligatoriamente l'utilizzo della codifica UTF-8 tuttavia è consigliata per una corretta interpretazione dei dati inseriti. Sono da evitare altre codifiche (es. ISO-8859, CP1252, ecc..) che obbligano a conversioni dei dati in fase di lettura del file.
In apertura il file xml dovrebbe riportare come prima riga la versione del file xml e la codifica utf-8:

<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>

22/02/2019

I valori numerici o alfanumerici dovrebbero essere riportati all'interno dei relativi tag senza spazi prima o dopo.
Si trovano a volte formattazioni del tipo:


<IdFiscaleIVA>
<IdPaese>IT</IdPaese>
<IdCodice>01010101010      </IdCodice>
</IdFiscaleIVA>


Queste formattazioni sono chiaramente errate e possono causare anomalie di elaborazione dei file anche gravi (es. mancato abbinamento delle fatture ai soggetti destinatari).

11/03/2019

Le Note di Credito sono documenti di variazione negativa di imponibili e imposte. Tale effetto è predeterminato dalla tipologia associata al documento (TD04). I valori degli importi a credito devono quindi obbligatoriamente essere riportati sempre positivi sia nelle righe che nel riepilogo per aliquota. Eventuali documenti TD04 che riportano valori a credito negativi dovranno essere elaborati ignorando il segno.

22/02/2019

Il nodo <Allegati> non dovrebbe essere utilizzato come elemento descrittivo di commento.
Se è descritto un allegato, comprensivo di <NomeAttachment> e <DescrizioneAttachment> , il contenuto de0 l sotto elemento <Attachment> deve essere presente e non può essere vuoto.

25/02/2019

DOMANDA
Un Cessionario emette una fattura destinata a se stesso, per conto del Cedente ( es. Cooperativa per conto dei propri Soci) con data 28/2/2019, la trasmette l’1/3/2019 e la riceve tramite SDI il 2/3/2019
Il Cessionario può annotare la fattura nel registro acquisti in data 28/2/2019 (cioè al momento dell’emissione) senza necessariamente attendere la consegna della fattura da parte del SDI?

RISPOSTA
Il Cessionario, nel caso di specie è sia l'emittente che il destinatario del documento e quindi è già in possesso della fattura che sarà recapitata dal SdI a seguito della trasmissone a carico del medesimo.
Come è già stato confermato per le fatture attive dall'Agenzia delle Entrate nella Circ.13/2018, si ritiene che anche per le passive, il Cessionario che possiede il documento possa già procedere alla sua registrazione senza attendere i tempi del SdI. Ovviamente nell'ipotesi che il documento trasmesso sia stato scartato dal SdI, il Cessionario dovrà procedere ad una nota interna di storno contabile, prima di registrare il nuovo documento corretto.

25/02/2019

DOMANDA
Per i soggetti trimestrali che ricevono fatture di aquisto oltre il termine del trimestre ma entro il termine della liquidazione e comunque relative ad operazioni effettuate nel periodo di liquidazione, l'imposta è detraibile nel trimestre stesso? Si vedano gli esempi di seguito riportati:

Data operazione 30/3/2019, fattura trasmessa il 30/3/2019, consegnata da SDI al cessionario l’1/4/2019, annotata dal cessionario entro il 15/4. Il cessionario può detrarre l’iva nel 1° trimestre?

Data operazione 30/3/2019, fattura trasmessa il 15/5/2019, consegnata da SDI al cessionario il 15/5/2019, annotata dal cessionario il 15/5/2019. Il cessionario può detrarre l’iva nel 1° trimestre.?

RISPOSTA
Premesso che l’articolo 14 del DL 119/2018 afferma:
1. Nell'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente: «Entro il medesimo termine di cui al periodo precedente puo' essere esercitato il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai documenti di acquisto ricevuti e annotati entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, fatta eccezione per i documenti di acquisto relativi ad operazioni effettuate nell'anno precedente».
Anche se la norma non include esplicitamente i contribuenti trimestrali riteniamo che la ratio, come confermato dall’Agenzia delle Entrate nel corso del Videoforum di Italia Oggi del 23/1/2019, sia quella di poter considerare detraibile l'imposta per tutti i documenti ricevuti entro la data di liquidazione del periodo precedente se riferiti ad operazioni effettuate nel corso del trimestre di riferimento.
Di conseguenza per un'operazione effettuata nel corso del trimestre, l'imposta per il cessionario sarà detraibile se ricevuta la fattura entro il giorno 15 del secondo mese successivo al termine del trimestre.

11/03/2019

I files fattura xml secondo le specifiche ministeriali possono essere firmati o non firmati. Nel caso di files non firmati l'estensione dovrebbe essere obbligatoriamente .xml; nel caso di files firmati digitalmente secondo il formato CAdES-BES l'estensione dovrebbe essere convenzionalmente .p7m; nel caso di files firmati digitalmente secondo il formato XAdES-BES l'estensione dovrebbe essere convenzionalmente .xml. Purtroppo si trovano a volte files con estensione incongruente con il contenuto della firma apposta e questo può generare difficoltà di lettura nei software gestionali.