MONITOR FATTURAZIONE ELETTRONICA

Con questo servizio dedicato ai soci e ai loro clienti, vengono fornite dall'Associazione indicazioni pratiche per gestire al meglio le problematiche tecniche e operative in relazione alla Fatturazione Elettronica. Le indicazioni e i consigli presenti in questa sezione non sono vincolanti ma rappresentano soluzioni e best practice che sono state condivise tra le aziende associate. La responsabilità nell'uso di tali indicazioni rimane in capo all'utente.

FAQs

28 giugno 2019

DOMANDA:
Un contribuente trimestrale che riceve una fattura di acquisto oltre il giorno 15 del mese successivo all’operazione ed entro i termini di liquidazione, può esercitare la detrazione nel trimestre di effettuazione dell’operazione?

 

RISPOSTA:
La Circolare 14 afferma: “In questa sede occorre sottolineare che la modifica normativa recata dal d.l. n. 119 coinvolge tutte le fatture emesse, siano esse elettroniche tramite SdI o meno, e si applica anche a coloro che liquidano l’imposta con cadenza trimestrale. Ciò significa che per un’operazione del 29 giugno 2019, documentata tramite fattura emessa l’8 luglio, ricevuta il 13 ed annotata entro il giorno 15 del medesimo mese, il diritto alla detrazione potrà essere esercitato con riferimento al secondo trimestre 2019.”

 

Dal tenore letterale della circolare la risposta sembrerebbe negativa, tuttavia si ritiene che quanto riportato in circolare rappresenti solo un esempio e sia pertanto possibile portare in detrazione nel secondo trimestre una fattura datata 20 giugno, ricevuta e annotata il 15/8/2019.

Questa conclusione attualizza le disposizioni del Dpr n.100/98 alla casistica del contribuente trimestrale  ed è  confermata dalla risposta fornita dalla stessa Agenzia nel corso del Videoforum di Italia Oggi del 23/1/2019, che qui si riporta:

Domanda L' art. 1, comma 1, del Dpr n. 100/98, come modificato dall' art.14 del dl n. 119/2018, prevede che il diritto alla detrazione possa essere esercitato anche in relazione alle fatture d' acquisto ricevute e annotate entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, eccettuate quelle relative all' anno precedente. Poiché la disposizione è tarata sui contribuenti mensili, è corretto interpretarla nel senso che i contribuenti trimestrali possono esercitare la detrazione, in relazione alle operazioni effettuate in uno qualsiasi dei mesi del trimestre solare (escluso il quarto), a condizione che la fattura pervenga e sia annotata entro il 15 del secondo mese successivo?

Risposta L' interpretazione proposta risulta coerente con la ratio della norma che non esclude espressamente i contribuenti trimestrali dagli effetti della sua applicazione. A fronte della possibilità di detrarre l'imposta, restano ferme le eventuali sanzioni legate alla tardiva documentazione delle operazioni sottese.

N.B. Tale  risposta è frutto di un’interlocuzione con l’Agenzia delle Entrate .

11/03/2019

DOMANDA
Ho inviato ad un mio Cliente una fatture elettronica costruita seguendo la codifica standard suggerita da AssoSoftware (vedi www.assosoftware.it/eventi-e-news/standard-fe-e-protocollo-d-intesa). Il Cliente ha chiamato dicendo che la fattura non è valida e deve essere rifatta senza l'arricchimento standard. Cosa devo fare?

RISPOSTA
In premessa si ricorda che una fattura elettronica non scartata dallo SDI è correttamente emessa e non può essere rifiutata dal Cliente destinatario della merce o prestazione che ha ricevuto la fattura e lo stesso ha l'obbligo di registrarla contabilmente.
Si precisa ulteriormente che le informazioni gestionali aggiunte secondo lo standard AssoSoftware non alterano il contenuto informativo fiscalmente valido ma vanno ad inserirsi nell'area parametrica appositamente prevista per tali finalità (Tag 2.2.1.16 <AltriDatiGestionali>, blocco che consente di agli utenti di inserire, con riferimento ad una linea di dettaglio, informazioni utili ai fini amministrativi, gestionali etc.). E' solo il caso di ricordare infine che lo Standard di Codifica AssoSoftware, sviluppato all'interno dell'Associazione dei Produttori di Software, è largamente condiviso ed utilizzato dalle software house Italiane (anche non associate) ed è stato iniziato il percorso con UNINFO (di cui AssoSoftware è socio ordinario) per far diventare lo Standard una Prassi di Riferimento UNI.

03 Aprile 2019

DOMANDA
Ho inviato al mio Cliente tramite SDI una fattura dove erroneamente ho indicato l'IVA 22%, anzichè IVA al 10%. Ora devo emettere una Nota di Variazione di sola IVA per la differenza di imposta ma il tracciato della fattura xml non prevede l'inserimento di una riga di sola IVA. Come posso fare?

RISPOSTA
In premessa ricordiamo che l'Agenzia delle Entrate con la FAQ nr.27 del 27/11/2018 in un caso analogo di variazione di sola IVA ha suggerito l'uso della "Fattura Semplificata" che permette appunto l'inserimento dell'imposta senza valorizzare imponibile ed aliquota.
Volendo utilizzare il tracciato della "Fattura Ordinaria", in attesa di chiarimenti da parte dell'Agenzia Entrate sulla corretta esposizione della variazione di sola IVA, ci possono essere due possibili alternative, entrambe valide:

a)L’emissione di una Nota di Credito (tipo documento TD04) a storno totale del fatturato errato ad aliquota 22% e l’emissione di una nuova Fattura ordinaria con i corretti importi ad aliquota 10%.

b) L’emissione di una Nota di Credito (tipo documento TD04) a storno totale del fatturato errato ad aliquota 22% e l’emissione di una Nota di Debito (tipo documento TD05) ad imputazione degli importi alla corretta aliquota 10%.

La soluzione b) potrebbe essere preferibile perché consentirebbe di non fare una nuova fatturazione delle operazioni (con tutte le conseguenze circa eventuali pagamenti già operati dal cliente, eventuali ritenute d'acconto già operate, ecc..) e di avere in entrambi i documenti TD04 che TD05 il riferimento all’originaria fattura.


7 maggio 2019

DOMANDA
Per quanto riguarda la delega al servizio di consultazione delle FE, che decorrerà dal 31 maggio prossimo (come modificato dal Provvedimento del 29 aprile), la FAQ n.61 del 18 aprile dell’AdE recita:
“…Pertanto, per poter effettuare le operazioni di adesione (o recesso) dal servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche per conto dei propri clienti è necessario che gli intermediari – delegati al servizio di consultazione delle fatture elettroniche prima del 21 dicembre 2018 – acquisiscano nuovamente la delega al servizio di consultazione.”

Poiché non ci risultano chiarimenti ulteriori, chiediamo quale sia la sequenza operativa delle attività a carico degli intermediari.

RISPOSTA
Sulla base delle informazioni note ad AssoSoftware grazie al continuo dialogo con l'Agenzia delle Entrate possiamo suggerire agli intermediari la seguente sequenza operativa:

FASE A
Per chi aveva trasmesso elettronicamente la delega alla consultazione delle FE, la data spartiacque dovrebbe essere la Data inizio validità della delega presente nel tracciato, che dovrebbe corrispondere alla data della firma di conferimento della delega sulla copia cartacea consegnata dal contribuente all’intermediario.
Se Data inizio validità della delega è minore del 21/12/2018 occorre:
1. far firmare il nuovo modello al contribuente, presumibilmente con data maggiore al 18/04/2019 (ovviamente sono valide anche le deleghe già presentate con il nuovo modello dopo il 21/12/2018);
2. trasmettere la nuova delega compilando tutti i dati del tracciato, indicando la stessa data di cui al punto 1 nel campo Data inizio validità della delega

Ovviamente, chi aveva presentato il Modello di delega cartaceo ante 21/12/2018, deve ripresentare il nuovo modello cartaceo (oppure fare la trasmissione telematica della delega)

FASE B
Per tutti i contribuenti (sia quelli per i quali è stata ripresentata la delega di cui alla FASE A, sia quelli per cui non è stata ripresentata la delega), l’intermediario deve “attivare” il servizio di consultazione.
L’attivazione potrà essere fatta:
- per il singolo contribuente, accedendo all’area riservata dello stesso
- massivamente per tutti i contribuenti, dall’area riservata dell’intermediario, con upload di un file csv contenente il CF dei contribuenti per i quali si intende attivare il servizio (del file CSV si attendono le specifiche tecniche).

7 maggio 2019

DOMANDA
Come devono essere compilati i campi ('CessionarioCommittente' / 'DatiAnagrafici') 'IdCodice' e/o 'CodiceFiscale' nel caso di una fattura transfrontaliera intestata ad un privato (che non ha partita IVA comunitaria)?
Se viene compilato solo il campo <Codicefiscale>, ci ritorna l'errore 306 Codice Fiscale non valido.

RISPOSTA
Nel caso di Cliente estero (compreso il privato) non deve essere compilato il campo <CodiceFiscale> (campo valido solo per i residenti italiani) ma <IdFiscaleIVA> inserendo obbligatoriamente il codice Paese estero nel campo <IdPaese> (in questo caso il valore di <IdCodice> non viene controllato) e l'identificativo fiscale estero nel campo <IdCodice> se impresa e conosciuto, diversamente il campo può essere riempito con la ragione sociale o altro elemento identificativo, ovvero un valore di default (es. tutti 9). Il CAP nel caso di Paese estero deve essere riempito con tutti zeri.

30 maggio 2019

DOMANDA
Vorrei chiedere un parere relativamente alla compilazione del rigo VP3 della Comunicazione Liquidazione Periodica nel caso di fatture registrate con la data di ricezione (esempio 07/04/19) ma portate in detrazione nel mese precedente (marzo, in quanto corrispondente al mese di effettuazione dell'operazione).
Le istruzioni letteralmente dicono di indicare in VP3 l'ammontare complessivo degli acquisti [...] risultanti dalle fatture [...] annotate nel periodo di riferimento sul registro degli acquisti di cui all'art. 25, mentre in VP5 l'ammontare dell'IVA relativa agli acquisti registrati per i quali viene esercitato il diritto alla detrazione per il periodo di riferimento
In base a quanto sopra e riferendoci all'esempio di una fattura registrata nel registro iva di aprile e detratta nel mese di marzo, dovremmo inserire il dato relativo all'imponibile nel rigo VP3 di aprile e l'importo iva nel rigo VP5 di marzo. Tale impostazione, pur in linea con le istruzioni della dichiarazione, ci sembra poco coerente con la ratio della liquidazione IVA che dovrebbe esporre imponibile e imposta in modo omogeneo.

Qual'è il comportamento corretto?

RISPOSTA
Grazie alla continua collaborazione con gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, AssoSoftware ritiene che nel caso specifico l’utente possa comportarsi nel modo che ritiene più opportuno in base ai propri sistemi gestionali. Infatti sebbene le istruzioni della Comunicazione Li.Pe. siano chiare su come riportare il totale delle operazioni passive effettuate nel periodo di riferimento (rigo VP3) e l’ammontare dell’IVA relativa agli acquisti registrati per i quali viene esercitato il diritto alla detrazione (rigo VP5), si ritiene che le stesse , essendo state predisposte anteriormente alle novità normative introdotte con l’articolo 14 del decreto-legge n. 119 del 2018, non possano tener conto della suddetta fattispecie e quindi che i contribuenti possano inserire nei righi richiamati indicazioni più coerenti e, dunque, con riferimento all’esempio formulato, nel rigo VP3 (per marzo 2019), che debbano trovare spazio anche le fatture che, pur registrate nei primi 15 giorni del mese successivo (aprile), si riferiscono ad operazioni effettuate in quello precedente (marzo) e per le quali è stato esercitato il diritto alla detrazione.

6 Agosto 2019

DOMANDA
E' possibile riportare i corrispettivi del giorno utilizzando più occorrenze della sezione 2.2.3 <DatiFatturaBodyDTE> , quindi a parità di data? Se ritenuto possibile, come deve essere valorizzato l'elemento 2.2.3.1.3 <Numero> ?

RISPOSTA
E' certamente possibile operare in tal modo, i sistemi di Agenzia delle Entrate sommeranno i valori comunicati con uguale valore in 2.2.3.1.2 <Data> .
Il valore dell'elemento 2.2.3.1.3 <Numero> può essere qualsiasi, purché numerico, considerato che non esistono controlli su questo elemento e che per la comunicazione in questione il dato non è rilevante: può anche essere ripetuto uguale nel caso di più iterazioni di 2.2.3 <DatiFatturaBodyDTE> a parità di data.

6 Agosto 2019

DOMANDA
Nelle specifiche tecniche sembra escludersi la possibilità di valorizzare la sezione Dichiarante, tuttavia presentando la comunicazione firmata da legale rappresentante, non soggetto intermediario, viene scartata con Codice Errore 00600. Come si deve operare in tale caso?

RISPOSTA
In tutti i casi di presentazione nei quali sia necessario valorizzare la sezione Dichiarante è possibile farlo senza che la comunicazione stessa venga considerata di tipo "Comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere" (c.d."Esterometro") in luogo di "Corrispettivi".

04/09/2019

DOMANDA
Quali sono i dati dei corrispettivi giornalieri da trasmettere entro la fine del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, ai sensi dell’art. 2, comma 6-ter del D.Lgs 127/2015, da parte dei soggetti che non hanno ancora attivato il RT?

RISPOSTA
Come previsto dal Provvedimento del 4 luglio 2019 n. 236086/2019, la trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri, nella fase transitoria, può essere effettuata attraverso l’utilizzo del tracciato XML previsto per la comunicazione dei dati delle fatture relativi ad operazioni verso soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati in Italia. Per la comunicazione dei corrispettivi si ritiene che i dati da trasmettere siano quelli che vengono registrati in contabilità ai fini Iva e che concorrono alla liquidazione del periodo (al netto ad esempio di resi e annulli). Vanno in ogni caso escluse le fatture registrate nel registro corrispettivi.