COMUNICATO STAMPA
Bonfiglio Mariotti, Presidente di Assosoftware, in Commissione Parlamentare Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici per discutere del nuovo SISTRI.
Giovedì 11 Marzo, Bonfiglio Mariotti ha illustrato le problematiche relative all'introduzione di SISTRI, in un'audizione sull'impatto atteso dalle società di software sul mercato dei clienti "soggetti obbligati" e sul potenziale ruolo della categoria.
Dopo le recenti riunioni con gli uffici del Ministero dell'Ambiente, lo scorso 11 marzo Bonfiglio Mariotti, Presidente di Assosoftware, ha presentato alla Commissione Parlamentare le osservazioni raccolte in seguito all'emanazione del Decreto Ministeriale introduttivo di SISTRI.
In un mercato sempre più complesso puntare sul controllo ineluttabile, perché basato sul digitale, della movimentazione dei rifiuti - dichiara Mariotti - è un elemento chiave per recuperare legalità e vantaggio competitivo non solo in favore dello Stato, ma anche per il comparto coinvolto, di cui fanno parte le aziende dell'Information Technology del settore rifiuti.
In particolare, l'audizione di Bonfiglio Mariotti ha preso le mosse da un dato di fondamentale importanza.
Nel 2009 sono stati presentati circa 420.000 Modelli Unici di Dichiarazione Ambientale: le aziende che propongono soluzioni informatizzate al comparto, ed associate ad Assosoftware, hanno contribuito con i loro sistemi di progettazione, per circa il 70% dei MUD.
Pertanto, le società di software rappresentate da Assosoftware in questo frangente, coprono sensibilmente, responsabilmente e con competenza l'area di produzione di tutti i dati necessari a descrivere la gestione dei rifiuti nel nostro paese, secondo gli obblighi in essere.
In seguito all'introduzione di SISTRI le aziende del settore hanno denunciato un drastico calo di mercato genericamente addebitato agli annunci, corrispondenti al vero o meno, dell'inutilità dei loro software evidenziando la temuta ingerenza del SISTRI rispetto ai sistemi gestionali esistenti.
L'intervento di Mariotti ha voluto dunque ribadire come l'azione congiunta delle aziende associate ad Assosoftware abbia portato all'ufficializzazione delle linee comportamentali richieste al Ministero dell'Ambiente: quest'ultimo ha riconosciuto, in tale ambito, che il SISTRI non è un sistema gestionale e pertanto non si potrà sostituire nei processi di gestione dei rifiuti sostenuti dalle singole aziende attraverso i software per gli adempimenti relativi ai rifiuti.
Nella fattispecie, è già stato chiesto allo stesso Ministero un tavolo di confronto tecnico che garantisca l'interoperabilità fra i software utilizzati da tutta la filiera dei rifiuti e SISTRI: per interoperabilità si intende l'integrazione con la predisposizione di norme tecniche, tracciati record e quanto altro serve per queste finalità.
Nel corso dell'audizione, è stato ribadito chiaramente il ruolo chiave delle software house del settore rifiuti e sono state sottolineate le opportunità che si aprono per le software house di questo comparto.
Obiettivo dell'intervento di Mariotti, è stato infatti proprio quello di richiamare l'attenzione del Governo sulla centralità del ruolo delle software house e dei loro distributori, dislocati su tutto il territorio, nella corretta diffusione di SISTRI e del suo corretto utilizzo.
Sicuramente assistenza, integrazione e installazione non possono essere garantiti semplicemente con l'attivazione di un call center, come nelle intenzioni del Ministero dell'Ambiente. A tal proposito, è stata chiesta la sottoscrizione di un accordo quadro per garantire ai soggetti obbligati all'iscrizione a SISTRI l'assistenza qualificata delle software house rappresentate da Assosoftware.