Dichiarazioni 2023, gli effetti del termine della modulistica entro fine febbraio - NORME E TRIBUTI PLUS DEL 19/07/2022

Fisco 19.07.22m

Tra le novità contenute nel decreto semplificazioni, una interessa in modo significativo non solo i contribuenti e i loro intermediari fiscali, ma soprattutto le case produttrici di software associate ad AssoSoftware che realizzano i gestionali grazie ai quali viene predisposta la quasi totalità delle dichiarazioni dei redditi dei soggetti titolari di partita Iva prodotte nel nostro paese.

I nuovi termini per la modulistica dichiarativa

Le nuove disposizioni, contenute nell’articolo 11 del Dl 73/2022, nel modificare l’articolo 1, comma 1, e l’articolo 2, comma 3-bis, del Dpr 322/1998, nel disporre il rinvio dei termini per l’approvazione della modulistica dichiarativa, stabiliscono che:
• il termine del 15 gennaio, previsto per l’approvazione dei modelli 730 e 770, viene spostato alla fine del mese febbraio;
• il termine del 31 gennaio, previsto per l’approvazione dei modelli di dichiarazione dei redditi e Irap, viene spostato alla fine del mese febbraio;
• il termine del 15 febbraio, previsto affinché i modelli di dichiarazione, le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica siano resi disponibili in formato elettronico, viene spostato alla fine del mese febbraio.

L’obiettivo è probabilmente quello di concedere qualche giorno in più all’agenzia delle Entrate per poter predisporre modelli, istruzioni e specifiche sempre più corretti, riducendo le probabilità di dover procedere ogni anno a integrazioni mediante le cosiddette “Errata Corrige”, che tanto fanno tremare anche le software house, costrette a modifiche dell’ultimo minuto, non sempre facili da realizzare quando gli utenti stanno già lavorando sui propri gestionali e la base dati è già in uso.

Tuttavia è singolare che a fronte dello spostamento in avanti nella pubblicazione di istruzioni e modulistica i termini degli adempimenti restino gli stessi. Non è facile fare paragoni con altri Paesi, considerate le differenze sul piano normativo, ma in Germania, per esempio, i modelli e le istruzioni delle dichiarazioni fiscali (Steuererklärung in tedesco) sono pubblicati normalmente entro la fine dell’anno precedente a quello dell’adempimento, i cui termini sono luglio per il “fai da te” e addirittura febbraio dell’anno successivo per chi si affida agli intermediari.

Ma tornando all'Italia e al posticipo dei termini di approvazione, è doveroso fare qualche riflessione sul tempo che rimane a disposizione dei professionisti e dei sostituti di imposta per la redazione delle dichiarazioni, ma soprattutto delle software house per la realizzazione e la consegna ai propri clienti degli aggiornamenti necessari.

Conseguenze possibili

Ebbene, le ipotesi più estreme sono due:

• la prima è che l’agenzia delle Entrate non modifichi in alcun modo i piani di redazione dei modelli dichiarativi, ma renda disponibili ufficialmente a tutti gli stakeholder interessati (in particolare le software house) un maggior numero di versioni in bozza intermedie dei suddetti modelli dichiarativi, consentendo a essi di mantenere le attività di produzione del software pressoché invariate rispetto al passato a livello di calendarizzazione dei rilasci;

• la seconda è che l’agenzia delle Entrate diluisca il lavoro sulle Drr, considerato il mese abbondante in più a disposizione, senza rendere disponibili agli stakeholder interessati versioni in bozza dei suddetti modelli dichiarativi, non consentendo più a essi di mantenere la calendarizzazione dei rilasci del software ai livelli del passato.

È chiaro che se si verificasse la prima ipotesi, questa avrebbe impatti tutto sommato sopportabili per le software house e di conseguenza quasi irrilevanti per i sostituti d’imposta e per gli intermediari fiscali. Nel caso, invece, a verificarsi fosse la seconda ipotesi, questa avrebbe impatti assai meno sopportabili per le software house e di conseguenza il ritardo da queste accumulato avrebbe effetti diretti per i sostituti d’imposta e per gli intermediari fiscali, che riceverebbero gli aggiornamenti dei programmi con un ritardo variabile dalle due alle quattro settimane rispetto a quanto avviene oggi.

È evidente che non è probabilmente interesse di nessuno utilizzare questa norma a proprio esclusivo vantaggio, per cui è presumibile che gli impatti reali saranno davvero limitati. Per maggiore tranquillità, comunque, AssoSoftware porrà la questione all’agenzia delle Entrate per verificarne la posizione e le intenzioni, così da poter poi fornire alle aziende associate le necessarie indicazioni per pianificare le attività di produzione per il prossimo anno.

Rischio ritardi

Gli intermediari fiscali, dal canto loro, avranno le giuste motivazioni a supporto della richiesta di una proroga strutturale, qualora il ritardo nella consegna dei software gestionali dovesse essere rilevante.
Da ultimo non va dimenticata la problematica segnalata dalla stampa specializzata legata all’approvazione del modello di Certificazione unica che, qualora dovesse essere attratto dai nuovi termini prorogati, potrebbe davvero mettere a rischio il termine del 16 marzo, previsto dall’articolo 4, comma 6-quater, del Dpr 322/1998, per la consegna agli interessati delle certificazioni.